di Giuseppe Guarino

Quando l’umanità cede il posto alla razionalità

1.

L’uomo apri la porta con diffidenza, a sufficienza da poter guardare da capo a piedi chi gli chiedeva di entrare in casa sua.

– Chi sei?

– Sono Adrian. Ho bisogno di te.

L’espressione del volto di Adrian era visibilmente sconvolta e il fiatone tradiva che aveva corso. Si guardava continuamente le spalle preoccupato. Dietro di lui una donna, dai capelli rossi ed occhi verdi, grandi ed impauriti, sbirciava dalle spalle dell’uomo. 

– Fammi entrare, vecchio. Tu puoi aiutarci.

Il tono di voce era adesso deciso, prendendo il posto di quello quasi implorante di poco prima.

– Io non posso e so aiutare nessuno. Sono solo un vecchio stanco. Andate via.

L’uomo fece per chiudere la porta, ma incontrò il piede di Adrian che impedì ulteriori movimenti dell’uscio. Philip Andreis era in età troppo avanzata per sperare di avere ragione di un uomo ancora nei suoi primi quarant’anni di vita. 

– Dottor Andreis, la prego …

Quella frase cambiò tutto.

– Cosa vuoi da me?

– La sua antica arte. 

La paura non poteva stare al passo col suo altruismo, anche in quei tempi bui. 

– Entrate gente fuori di senno, non dite altro qui fuori.

– Sono Adrian e lei è mia moglie Vil. Nostro figlio sta morendo, dovete venire a salvarlo, ci hanno detto che se qualcuno può farlo quello siete solo voi.

– Chi vi manda?

– Idhunn.

La parola d’ordine. Sentirla rimosse il senso di diffidenza del dottore. 

– Grazie a Dio non siete governativi. Perdonate la diffidenza, ma è sempre meglio stare in guardia.

– Dottore la prego, nostro figlio sta malissimo.

– Prendo I miei attrezzi e vi seguo. 

Una mano digitò un codice su una scacchiera ed una falsa parete scivolò per rivelare strumenti dell’antica arte medica.

Adrian non visto guardò Vil con un ghigno di soddisfazione, che smise subito per indossare nuovamente la maschera di preoccupazione quando il dottore si rivolse nuovamente verso di lui.

– Ditemi: quanti anni ha? Che sintomi avverte? Febbre?

– È caldissimo ma non abbiamo modo di misurare la febbre, lo sa che è illegale avere termometri in casa. Delira e si muove convulsamente nel sonno.

– Mio Dio, povero giovane. Facciamo presto allora.

Uscirono di casa velocemente e con fare furtivo. Scesero le scale in silenzio. Appena giunti giù, il dottore trasalì. Vide l’auto parcheggiata verso la quale stavano dirigendosi e capì.

Era inutile continuare a fingere. Adrian si mosse rapidamente, bloccando le mani del dottore dietro la schiena. Lo ammanettò bruscamente con fare sprezzante, se non quasi compiaciuto del dolore che causava a quelle braccia indebolite dagli anni.

– Signore, lei è in arresto per esercizio illegale dell’arte medica e crimini contro l’umanità.

Si avvicinarono altre auto dalle quali scesero due uomini che tolsero l’anziano dalla custodia di Adrian. Non prima che questi avesse potuto inveire contro il suo prigioniero. – Ma si rende conto di ciò che ha fatto, sporco criminale? 

– Tenente vada con loro. – Aggiunse rivolgendosi a Vil. Quindi si tolse la barba ed I capelli finti. Con un sorriso compiaciuto si diresse alla sua auto, parcheggiata dall’altra parte della strada. Lentamente, finita la tensione, respirò a fondo rilassandosi, lasciandosi andare sul comodo sedile dell’auto. Accese la radio.

“Qui le trasmissioni speciali per le forze governative. Sono le 6:30 del 20 marzo 2073. Buongiorno.”

Con impazienza attese le statnews dell’edizione mattutina del notiziario. 

“La giornata di ieri ha fatto registrare un incremento della mortalità mondiale del 2,3%, il migliore risultato in cinque anni. Il tasso di natalità rimane tuttavia immutato.”

Il dato era confortante, sebbene solo in parte. La strada da percorrere era ancora lunga, ma sapeva di collaborare alla più importante operazione del governo mondiale e sentiva l’orgoglio di quella consapevolezza pervadere tutto il suo essere e rinvigorirlo.

Premette sicuro sull’acceleratore della sua auto, forte delle sue certezze.